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Ti miro, Zoe mia, e m’innamoro
come colui che alla scultura intende¹
e le pupille illanguidito intende²
alle tempre del suo capolavoro,
tanto che pur Pigmalïon m’intende,
e non si meravigliano coloro
che l’arte sdegnan, allorché ti sfioro,
se in te sempre più mai il cor s’intende³,
e Galatea t’invidia aspramente.
Vagar mi fai coi pensieri sovente
per le vie dell’anima, al mieloso
vagheggiare il tuo marmo, al languoroso
noverare ogni effigie del tuo sguardo,
sì che sono perduto; e ancor ti guardo.
¹colui che...intende: lo scultore
²le pupille...intende: acuisce gli occhi
³in te...s'intende: si innamora di te